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AIUTARE I GIOVANI A FARE IMPRESA

Marco Savio 28 marzo 2017

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AIUTARE I GIOVANI A FARE IMPRESA

Proviamo a coniugare queste frequenti e possibili osservazioni sui giovani che vorrebbero fare impresa: soldi pochi, tante idee, entusiasmo infinito, immensa determinazione, visioni geniali, zero fiducia dalle banche, scarsi aiuti dall’esterno, sogni fantastici.
In assenza di opportunità di lavoro, fare impresa può essere uno dei modi per cominciare una carriera: più difficile forse ma da non sottovalutare.
Hanno bisogno spesso di tutto ed il nostro dovere è di ricordarci di come eravamo da giovani e di restituire ciò che abbiamo ricevuto.

Da un paio d’anni, grazie a queste riflessioni, ho immaginato questo percorso.
Poiché fare impresa può essere costoso ed il budget per gli investimenti iniziali è quasi sempre scarso, se mi imbatto in giovani con idee ed iniziative particolarmente brillanti assegno loro una mia qualifica di “START-UP” (che prescinde dalla normativa legale per quelle innovative).
Con tale attribuzione consento alla loro nascente impresa di usufruire di queste opportunità: il pagamento della consulenza globale e dei servizi contabili, amministrativi e fiscali per tutto il primo anno o primo esercizio di attività è postergato.
Passato il primo anno, il neo imprenditore inizia a pagare mensilmente i servizi correnti mentre il debito cumulato nel primo anno è frazionato in 12 o 24 rate oppure postergato di ulteriori dodici mesi, secondo le necessità oggettive.

Chiaramente tanto la scelta di riconoscere la qualifica di START-UP e la determinazione delle modalità di pagamento rateale è riservata alla mia valutazione ed è assunta sia in funzione dei colloqui intervenuti e dell’interesse per l’iniziativa (a prescindere dalla innovatività), sia in considerazione della oggettiva situazione finanziaria dell’impresa.
Questa attenzione volta a ridurre il consumo finanziario dei fondi iniziali per postergarlo a momenti in cui si realizzano i flussi finanziari della gestione reddituale è un piccolo aiuto: ma non è l’unico.
Una particolare attenzione è riservata ai giovani mettendo a loro disposizione una attività di mentoring: essa si sostanzia in un accompagnamento in tutte le attività della fase di avviamento dal piano di marketing e relativo Business Plan sino alle trattative e conseguenti formazioni contrattuali per tutte le attività che si incontrano nelle fasi iniziali (contratti d’affitto, instaurazione di rapporti con la Banca, stipulazione di contratti di Leasing, contratti di lavoro subordinato, acquisti di beni strumentali etc …). Tutto, ovviamente, non limitato all’esecuzione di un servizio ma accompagnato da una vera e propria attività formativa, sul campo.
Inoltre si mette a disposizione, come si fa con tutti i clienti, il capitale relazionale: ciò consiste nel mettere a disposizione del giovane quell’insieme di conoscenze, relazioni, comunicazioni, rapporti fiduciari costruito negli anni e che spesso emerge dalla rubrica telefonica e serve sostanzialmente per aprire porte e/o illuminare percorsi.

Il miglior apporto credo sia rappresentato dalla fiducia che riverberiamo sui giovani e credo sia molto importante. Se tutti i professionisti accogliessero questa idea, emulandola, dando spazio ed aiutando anche solo poche unità di giovani, il risultato porterebbe vantaggi per qualche centinaia di migliaia di giovani e non è poco per il sistema paese.
Tutto ciò è anche una bella utilità formativa per ciascuno di noi.
marco savio

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