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La reazione del signor MIHAILOVICH ad una decisione arbitrale

Marco Savio 7 maggio 2017

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La reazione del signor MIHAILOVICH ad una decisione arbitrale

Ho visto la reazione del signor MIHAILOVICH durante la partita e l’ho visto nella querelle televisiva con Vialli e mi confermo sempre di più in due convinzioni: (a) quanto sia importante il linguaggio non verbale nella comunicazione (vale ben oltre la metà del messaggio) e (b) che ognuno è proprietario della propria educazione, ma con un però …

Sul fatto dell’espulsione del calciatore Torinista mi pare evidente che ciò che conta è l’applicazione del Regolamento da parte del direttore di gara e non già la visione del signor MIHAILOVICH: allora andiamo a leggere il Regolamento.
La regola 12 pagina 91 de “Il Regolamento del Giuoco del Calcio” (http://www.aia-figc.it/download/regolamenti/reg_2016.pdf ) recita: “Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso.”. Se questo è ciò che ha visto l’arbitro, non si può che accettare, non condividere forse, ma occorre accettarlo.

Ma il problema non è qui ma è nell’eccesso di reazione del signor MIHAILOVICH il quale, però, ha due attenuanti.
La prima è l’esser cresciuto in un paese in cui la cultura dominante, per oltre settant’anni, era che chi non la pensava come te era in errore: per cui normale che possa aver acquisito questo imprinting.
La seconda deriva dalla Sua natura slava che spesso conduce a delle esondazioni d’animo e di sentimento di notevole entità: qui parlo con cognizione di causa per essere figlio di madre polacca, quindi slava (ho lavorato una vita, su di me, per educare questi eccessi e ci sono riuscito).

Ora, al signor MIHAILOVICH, mi permetterei di dire due cose soltanto.
La prima è quanto mi abbia illuminato un pensiero di Ennio FLAIANO che disse: “ Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l’errore e il contrario di un errore fosse la verità. Oggi una verità può avere per contrario un’altra verità altrettanto valida, e l’errore un altro errore.”
La seconda è che quando si ricopre un ruolo pubblico, si è visti da milioni di persone ed i comportamenti possono essere “presi a prestito” cioè imitati nel convincimento che sia la risposta adeguata a determinate situazioni.
Il signor MIHAILOVICH avrebbe reagito così, per un presunto torto subito, di fronte ad una autorità (esempio magistrato o poliziotto) o ad una persona gerarchicamente in posizione superiore (esempio un datore di lavoro) ?

Il giuoco del calcio deve rimanere un giuoco e deve divertire: i problemi nella vita sono altri.
Marco Savio

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