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Lavorare ? per carità, meglio povero e vivere di elemosina.

Marco Savio 1 luglio 2017

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Lavorare ? per carità, meglio povero e vivere di elemosina.

Lui vive di carità ed a modo suo è povero (ma solo a modo suo) così come a modo suo lavora ! Lo vedo dalla stanza del mio ufficio, ogni giorno.
Lui tiene la posizione come neanche un politico incollato alla sua poltrona saprebbe fare meglio, perché nelle ore di punta, se deve assentarsi, fa presidiare la postazione dal padre o dalla madre; la postazione è ove sta seduto sul gradino di una vetrina ad una quarta di bussola dall’ingresso di un Carrefour Express.
Vestito con abiti malandati, ma puliti, barba incolta, viso emaciato, impersona perfettamente il ruolo dello sventurato ridotto sul lastrico (sul lastrico c’è veramente).

Anche se l’accattonaggio non è più reato, Lui maschera comunque molto bene la sua attività: (i) ha sempre con se (tranne quando piove) una chitarra, che non ha mai suonato; (ii) nasconde meticolosamente sotto le gambe il boccale che usa per raccogliere le monetine; (iii) nulla chiede, saluta tutti con un sorriso e buona educazione: “buongiorno signora” o “buongiorno signore”; (iv) ringrazia sempre quando riceve l’obolo; (v) con taluni ha stabilito un rapporto di complicità perché si informa della loro salute o di quella di familiari.
Tutto è ricondotto a comportamenti apparentemente privi di errori; invece qualche errore lo fa: (a) ad esempio possiede il cellulare della Mela di ultima generazione; (b) ad esempio acquista il pranzo, non vicino al posto di lavoro, ma in una gastronomia a meno di 800 metri, che noi chiamiamo “la gioielleria”; (c) si fa cambiare le monetine nel Carrefour dove mendica.
È così che ho appreso, anche grazie al mio collega, che giornalmente cambia da 80 a 120 euro al giorno (per meno di otto ore di presenza), mentre sabato e domenica sale ad un intervallo da 100 a 150 euro al giorno, con la precisazione che la domenica li raccoglie in mezza giornata. Sviluppando il calcolo, emerge che la raccolta frutta da 2.600 ad oltre 3.600 euro al mese, esentasse.

Reddito di inclusione ? reddito di cittadinanza ? opportunità di lavoro ? Ma neanche per sogno: questa è la sua attività e nessuno lo schioda da quella postazione.
Non è cattolico, non credo conosca il vangelo ma ciò che è certo è che conosce molto bene le abitudini dei cattolici e conosce altresì il marketing: nella vicina chiesa, le postazioni erano già occupate, quindi ha scelto, tra i tre Carrefour, il più grande (cioè quello potenzialmente più frequentato) e guarda caso negli altri due le postazioni non sono occupate.

Bene, ma il punto non è questo. Ecco il punto: è giusto un atto di carità di questo tipo o è l’atteggiamento volto a placare la coscienza ed a far sentire il donante in pace con la sua coscienza ?
Non sarebbe meglio, forse, raccogliere le monetine in un salvadanaio e finalizzare il superiore gruzzolo al sostegno di quei poveri c.d. vergognosi (cioè che non chiedono, anche per dignità) come già li chiamavano nell’ottocento ?
Ma ancora, non dovrebbero essere quei principi di sussidiarietà dello Stato, che traspaiono dalla Carta, ad occuparsi di tali problemi ?
Dalle raccolte per finanziare la ricerca, a quella per sopperire a disastri naturali, alla assistenza ed al sostegno di casi indigenti, troppe cose sono affidate alla sensibile solidarietà dei privati cittadini: ma qual è la funzione dello stato ? ma questo è discorso che affronteremo un’altra volta.
marco savio

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